Si è tenuto lunedì 11 maggio, il secondo incontro del ciclo di appuntamenti “Conversazioni di diritto amministrativo”, organizzato dall’associazione Amministrativisti.it, presieduta dall’Avv. Carmelo Giurdanella, intitolatoTrasparenza e integrità negli appalti pubblici: la nuova normativa anticorruzione.

L’incontro, ricco di spunti e molto partecipato, ha avuto ad oggetto, in particolare, il nuovo ruolo dell’ANAC nel settore dei contratti pubblici alla luce della nuova normativa anticorruzione e delle previsioni della delega appalti.

Ad introdurre i lavori è stato il Prof. Avv. Agatino Cariola, Ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Catania, che ha fornito una puntuale e, per molti aspetti, critica analisi del testo della nuova delega appalti, sostenendo l’eccessività e la ridondanza delle nuove funzioni e dei nuovi poteri dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, che ne trasformerebbero la natura e le finalità.

Centrale è stato il successivo intervento del Consigliere Michele Corradino, attuale componente dell’ANAC, il quale, dando risposta a molte delle critiche avanzate dall’opinione pubblica e, in parte, condensate dallo stesso intervento del Prof. Cariola, ha specificato come l’attribuzione di nuove funzioni e poteri all’ANAC sia assolutamente necessaria e, per certi aspetti, obbligata, alla luce dei Principi dell’OCSE del 2008 per migliorare l’integrità degli appalti pubblici, delle Linee guida dell’OCSE del 2009 e delle Raccomandazioni dell’OCSE del 2012 per combattere la collusione negli appalti pubblici.

Infatti, come il Cons. Corradino ha sottolineato, i dati italiani relativi alla corruzione negli appalti pubblici hanno, ad una più approfondita analisi degli stessi, suscitato una serie di preoccupazioni a livello europeo, motivo per il quale è stato raccomandato all’Italia di adottare gli opportuni provvedimenti.

E, visto che, fino ad oggi, il solo potere di persuasione morale dell’ANAC è riuscito, dall’istituzione della stessa, a far desistere le stazioni appaltanti dall’assumere una serie di atteggiamenti contrari alla tutela della trasparenza nei contratti pubblici, con il risultato che il nostro Paese è stato elogiato dall’OCSE e dalla Commissione europea per i rapidi progressi ottenuti nel campo della lotta alla corruzione nei procedimenti ad evidenza pubblica, il Cons. Corradino ritiene che maggiori e più importanti traguardi in tale lotta siano possibili con l’attribuzione all’ANAC di poteri di intervento cautelare e sanzionatorio, nonché con l’attribuzione, ad alcuni dei suoi atti, di efficacia vincolante.

Ciò non vuol dire, come ha spiegato il Cons. Corradino, che l’ANAC si trasformerà in un’autorità giudiziaria, che andrebbe ad ingerire nelle competenze dei giudici amministrativi, ma che essa potrà intervenire nella fase embrionale delle gare pubbliche, evitando a monte che siano create situazioni in grado di ledere i diritti e gli interessi dei partecipanti alle stesse. Inoltre, essa potrà intervenire anche su aspetti, quali la verifica di anomalie, che i tribunali amministrativi tendono ormai, sempre più spesso, a considerare insindacabili.

In conclusione, il Cons. Corradino, supportato, in ciò, anche dai numerosi interventi successivi dei partecipanti al convegno, ha sottolineato come, in ogni caso, la chiave di volta della lotta alla corruzione nelle gare pubbliche sia costituita dalla valorizzazione della progettazione: solo in questo modo, infatti, si può evitare che si creino indebite commistioni idonee a dar luogo ad episodi di corruzione.